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Preparare il lievito madre in casa richiede pochissimi ingredienti: principalmente farina e acqua. La fermentazione nasce spontaneamente grazie ai microrganismi presenti naturalmente nella farina e nell’ambiente di lavorazione, che nel corso dei giorni vengono progressivamente selezionati attraverso fermentazione e rinfreschi.
Molte ricette consigliano di utilizzare un ingrediente aggiuntivo, come polpa di frutta, yogurt o miele, per favorire l’avvio della fermentazione. Questi ingredienti possono effettivamente modificare l’ambiente fermentativo, ma non sono indispensabili. Nel metodo che utilizzo su Biancolievito preferisco partire dalla farina, lasciando che la comunità di lieviti e batteri lattici si sviluppi progressivamente attraverso i rinfreschi. La farina contiene infatti non soltanto i nutrienti necessari alla fermentazione, come zuccheri, proteine e sali minerali, ma contribuisce anche alla popolazione microbica iniziale. Il nostro obiettivo sarà quindi quello di creare progressivamente una comunità stabile di lieviti e batteri lattici, che diventerà sempre più attiva con il passare dei giorni.
Per ottenere un lievito sufficientemente stabile servono generalmente circa 10-15 giorni, ma questo periodo deve essere considerato soltanto come un riferimento. Tipo di farina, temperatura, andamento della fermentazione e condizioni ambientali possono infatti modificare sensibilmente i tempi. Per questo motivo non preoccupatevi se il vostro lievito non seguirà perfettamente la tabella di marcia: sarà soprattutto il suo comportamento dopo i rinfreschi a indicarci come sta evolvendo.
Prima di iniziare, puoi approfondire le differenze tra i principali metodi di fermentazione: lievito madre, lievito di birra, LiCoLi e biga.
Ingredienti per fare il lievito madre in casa
Per avviare il tuo lievito madre avrai bisogno di:
- Farina: per il primo impasto preferisco una farina integrale o semi-integrale, ricca di nutrienti e attività enzimatica. Per i rinfreschi successivi utilizzeremo invece una farina 00 forte, con circa il 14% di proteine e, come riferimento per i più esperti, una forza intorno a W360. La farina che utilizzo per rinfrescare il mio lievito è la Farina Panettone del Molino Quaglia.
- Acqua: preferibilmente a temperatura ambiente. Se l’acqua del rubinetto è molto clorata, potete utilizzare un’acqua oligominerale in bottiglia.
- Sale (facoltativo): nel metodo che utilizzo ne aggiungo una piccola quantità nel primo impasto. Questo accorgimento è utile se inizierete a preparare il vostro lievito in estate.
Come preparare il lievito madre – procedimento passo passo
Giorno 1 – Avvio del lievito madre
In questa prima fase dobbiamo creare le condizioni adatte perché i microrganismi naturalmente presenti nella farina e nell’ambiente inizino a moltiplicarsi. Farina, acqua, temperatura e tempo creeranno progressivamente un ambiente favorevole allo sviluppo della futura comunità di lieviti e batteri lattici.
Impastate quindi:
- 150 g di farina integrale o semi-integrale
- 75 g di acqua naturale, meglio se in bottiglia quando l’acqua del rubinetto è molto clorata
- 1 g di sale
Una volta impastati tutti gli ingredienti, mettete l’impasto in un barattolo ben pulito, copritelo con una garza o con della carta da cucina fermata da un elastico e lasciate fermentare per 24-36 ore a circa 25 °C.
In questa prima fase potrebbe non essere ancora evidente una vera crescita dell’impasto. All’interno della massa, tuttavia, sta iniziando la selezione della popolazione microbica che darà origine alla fermentazione dei giorni successivi.
Ecco come appare il primo impasto del lievito madre:

Giorni 2-7 – Rinfrescare il lievito madre
Dopo circa 24-36 ore inizierete normalmente a osservare i primi segnali della fermentazione. Il volume potrebbe non essere ancora aumentato molto, ma compariranno bolle sulla superficie e all’interno dell’impasto e inizierà a svilupparsi il caratteristico profumo della fermentazione, che in questa fase può essere ancora piuttosto pungente.

Quando il lievito avrà iniziato a mostrare questi primi segnali di attività, eliminate l’eventuale crosta superficiale e prelevate la parte centrale. Pesate la quantità che volete rinfrescare — vi consiglio di portare avanti almeno 200 g di lievito — e impastatela con:
- Farina 00 forte: pari peso del lievito
- Acqua: 43% del peso della farina
Per esempio, per rinfrescare 200 g di lievito utilizzerete:
- 200 g di farina 00 forte
- 86 g di acqua
Impastate il tutto e trasferite nuovamente il lievito in un contenitore. Una caraffa graduata è particolarmente utile perché permette di osservare con maggiore precisione l’aumento di volume. Coprite il contenitore e lasciate fermentare per circa 48 ore a 25 °C.
Al termine di questa fase dovreste iniziare a osservare una crescita più evidente, fino a circa 1,5 volte il volume iniziale.
Da questo momento, dopo ogni rinfresco, il lievito dovrebbe diventare progressivamente più attivo. Con il passare dei giorni la crescita diventerà più evidente e regolare, fino ad arrivare a raddoppiare — e successivamente superare il raddoppio — del volume iniziale. Se il vostro lievito dovesse svilupparsi più lentamente, non significa necessariamente che qualcosa sia andato storto: i tempi di stabilizzazione possono variare e potrebbero semplicemente essere necessari alcuni giorni in più.
Continuate quindi con i rinfreschi mantenendo, per quanto possibile, costanti proporzioni e temperatura, fino a quando il lievito riuscirà a triplicare il proprio volume in circa 20-24 ore a 25 °C.
Come capire quando il lievito madre è pronto
Continuate con i rinfreschi utilizzando le stesse proporzioni descritte sopra e mantenendo il lievito, per quanto possibile, intorno ai 25 °C.
Con il passare dei giorni noterete che il lievito raggiungerà lo stesso sviluppo in tempi progressivamente più brevi. Questo è uno dei segnali più importanti che ci indicano che la coltura sta diventando più stabile e fermentativamente più attiva.
Quando, dopo il rinfresco, il lievito riesce a triplicare regolarmente il proprio volume in circa 6-8 ore a 25 °C, possiamo considerarlo sufficientemente stabile per iniziare a utilizzarlo nelle preparazioni più semplici.
È importante però distinguere un lievito ormai attivo da un lievito completamente maturo, forte ed equilibrato, soprattutto se vogliamo utilizzarlo per impasti complessi come panettone, pandoro e colomba.
Per un lievito madre destinato ai grandi lievitati, il riferimento che utilizzo su Biancolievito è una crescita fino a circa 2,5 volte il volume iniziale in 3 ore e 30 minuti a 30 °C dopo il rinfresco. Anche questo parametro, però, deve essere valutato insieme a struttura, profumo, gusto e acidità.
Se vuoi approfondire questi aspetti, nella guida dedicata trovi tutti i parametri per riconoscere un lievito madre maturo ed equilibrato.
Quando il lievito avrà raggiunto una buona stabilità, potrete iniziare a conservarlo correttamente e utilizzarlo nelle vostre ricette.
le vostre domande ricorrenti
In questo caso, il lievito impiegherà più tempo per raddoppiare il suo volume. Lasciatelo fermentare per il tempo necessario e poi proseguite con i consueti rinfreschi.
Se il lievito non cresce, le cause possono essere moltissime. Per prima cosa potete rinfrescarlo diminuendo il quantitativo di farina rispetto al lievito ( 800gr di farina per 1kg di lievito) ed aggiungere 1gr di malto in polvere per ogni kg di farina
Il lievito madre sarà pronto quando arrivera a crescere tra 3,5 e 4 volte il suo volume iniziale in 7/8ore
Una volta pronto, potete decidere di conservare il Lievito Madre a temperatura ambiente e rinfrescarlo ogni giorno, oppure conservarlo in frigo e rinfrescarlo ogni 5/7giorni. Come conservare il Lievito Madre
Le farina integrali o semi-integrali sono adatte per iniziare la preparazione del lievito madre ed innescare la prima fermentazione. Successivamente vi consiglio di usare sempre una farina 00 con W360
Certo, si possono usare sia farina senza glutine, ché mix di farine per preparare il lievito madre. Ad esempio potrete usare farina e amido di riso! Dai un’occhiata a questo video sul Lievito Madre senza Glutine
No, è importante lasciare il lievito in un ambiente ossigenato così di favorire lo sviluppo di nuove cellule di lievito e l’interazione con la flora batterica dell’aria. Basterà coprire il recipiente con una garza o semplicemente della carta.
Le alte temperature estive rendono più difficile il controllo dell’acidità del lievito, perché ne favoriscono lo sviluppo. Al contrario le temperatura troppo fredde invernali possono rallentarne la fermentazione. La soluzione migliore è poter creare un ambiente di lievitazione intorno ai 19 gradi (+/- 2°C).
No, il bagnetto è previsto solo durante i rinfreschi del lievito maturo. Durante la fase di creazione del lievito non bisogna effetturare il bagnetto.
Durante la preparazione del lievito, c’è sempre una parte dell’impasto precedente che viene eliminata come la crosta). Tuttavia vi consiglio di non utilizzare queste parti, soprattutto durante le prime settimane di preparazione, perché possono contenere batteri non tollerati dal nostro intestino. Ben diverso è il caso dei rinfreschi che si effettueranno quando il lievito sarà ormai pronto e maturo, dove le parti di scarto possono essere essiccate prima all’aria e poi in forno a 100°C per circa 40/60minuti ed infine polverizzate nel mixer. La polvere che si ottiene può essere aggiunta negli impasti di pane e pizza (circa 10gr/kg di farina) per esaltarne la nota acidula.
Molto probabilmente il lievito è diventato troppo acido. In questo caso potrete riequilibrarlo, rinfrescandolo con un rapporto lievito:farina di 1:1,2 (1kg di lievito e 1,2Kg di farina).
Sì, il vero orologio nella preparazione del lievito è il lievito stesso. Se questo arriva alla giusta lievitazione prima del previsto, rinfrescatelo pure.
Sì. Yogurt, miele o polpa di frutta fermentata sono degli starter molto comuni per iniziare la preparazione del lievito. Personalmente vi sconsiglio lo yogurt ed il miele, perché creano delle acidità molto instabili. Vi consiglio piuttosto di usare la polpa di frutta fermentata o della semplice farina integrale/semi -integrale.
In questo caso bisogna buttare il lievito e sanificare tutti gli utensili utilizzati, prima di cominciare di nuovo da capo la preparazione.















48 commenti su “Come fare il lievito madre in casa”
Gentile Fred sono ancora io,Alessandra ti avevo scritto qualche settimana fa perché il mio lievito era troppo acido, ho iniziato da capo con 100g Segale integrale+ 50 di acqua(minerale); dopo 24/28 h ho fatto il primo rinfresco ovvero ieri con Farina 00 panettone 100g +100g primo starter+acqua minerale 44g + 0.2g di estratto di Malto, oggi alle 6.30 sono 24h tonde. Si vede sulla superficie una leggera umidità e la superficie del l’impasto dentro il barattolo sarà cresciuta di 2 mm ma molto poco rispetto ad ieri alle 19. Ho aspettato solo 27h dopo aver creato lo starter e non c’erano aumenti di volume, ho sbagliato a fare il primo rinfresco lo stesso e a far passare solo dopo il 1º 48h circa (lo rinfresco quindi con i secondo domani alle 18/19)? Dovevo attender di più anche dopo lo starter e non solo 27/28h? Cosa ho sbagliato? Ho letto su pH 4.1 che il secondo rinfresco lo dovevo fare dopo 23h circa ma non c’è molta differenza rispetto a ieri, cosa devo fare? Grazie fred e ancora complimenti
Ciao Alessandra!
una volta fatto il primo rinfresco dello starter, ci vorranno almeno 48ore prima che ti veda un qualche sviluppo; quindi non se dopo 24-27ore non noti nessuno sviluppo è normale.
Aspetta 48 e vai poi avanti con i rinfreschi, usando la farina panettone. Non usare poi il malto nei rinfreschi, altrimenti rischi che il lievito acidifichi (ho scritto una guida sul Malto Diastasico che ti consiglio di leggere)
A presto!
Buonasera Fred e grazie ♥️ Forse ho inteso male ma su ph 4.1 c’è una tabella dove ci sono i primi 8 giorni di preparazione e nascita del lievito, ovviamente non ho usato l’estratto di Malto Bongiovanni nello starter acqua + segale ma ne ho usato lo 0.2%(a malapena 2grammi) sul primo rinfresco fatto ieri. Domani concluse le 48h faccio il secondo; come mai viene consigliato l’uso di 0.2% di estratto nei rinfreschi dal 2º ad almeno fino alle8º? Sul libro viene solo fatto riferimento all’apporto di zuccheri fermentabili e alla capacità dell’estratto di aiutare la produzione di enzimi che li apportano a loro volta; c’è una ulteriore spiegazione? Ovviamente se me lo dici tu non seguo la tabella! Grazie ancora e let me know please ♥️
Ciao Alessandra,
in linea teorica l’indicazione è giusta, perché il MALTO DIASTASICO apporta zuccheri ed enzimi capaci di scindere gli amidi della farina in zuccheri utilizzabili dai lieviti.
A mio avviso, tuttavia, l’uso del malto nella fase di rinfresco è rischiosa perché tende ad accelerare molto la fermentazione e, con l’aumentare della temperatura ambiente in primavera-estate, è molto facile ritrovarsi con un fermento acido.
Ovviamente se usi una cella di lievitazione con una temperatura impostata, allora non avrai questo problema e l’aggiunta di malto ti consentirà di accelerare il processo!
A presto!
Grazie di nuovo Fred,sto portando avanti diversi lieviti e le domande sono sempre di più: oggi ne ho iniziato un altro non con la segale ma con una tipo 1o 2 (non ricordo) integrale macinata a pietra. È sbagliato? Sarebbe stato meglio usare un’integrale macinata più grezzamente ma semplice?
~ Ho dei dubbi sulle tempistiche di starter e 1ºissimo rinfresco: devo aspettare sempre 36/48 h dopo lo starter e poi 24 a scalare in diminuizione dal 1º rinfresco in poi o ne bastano 24/36 dopo lo starter e 48h le faccio passare invece dopo aver fatto il 1º rinfresco ( e poi 24 in diminuzione nei successivi)?
~ il 1º rinfresco nel video lo fai con la 00 mentre nel paragrafo consigli di farlo (solo il primo subito dopo lo starter) per una seconda e ultima volta sempre con l’integrale; considerando che stavolta ho usato una integrale macinata a pietra cosa è più giusto? Come mi devo regolare?
Grazie mille ancora e scusami per le mille domande ,un abbraccio
Buongiorno Freud grazie per tutti i tuoi consigli; mio padre ha un forno ed io ogni tanto lo aiuto,ho iniziato a preparare il LM e sono all’8º giorno di rinfresco: noto che il lievito non è pronto ovviamente ma triplica e la consistenza è appiccicosa non solida appena tolgo la crosta, si attacca alle mani. Immagino sia l’acidità ma trattandosi di un forno la temperatura non è statica e babbo ha sempre la cella piena non posso usarla! Cosa devo fare? Non posso fare bagnetti se lo sto creando da zero;che mi consigli?
Un sentore di acido a naso si sente! Grazie e aspetto notizie!
Ciao Alessandra,
rinfrescalo con un rapporto di lievito:farina di 1:1,5 per qualche giorno, finché non tornerà ad avere una buona consistenza ed un odore “corretto”
A presto!
Ciao!
Ho iniziato il mio lievito 5 giorni fa, ma a mio parare c’è qualcosa che non quadra.. ti spiego, il primo giorno ho fatto il lievitino/starter dopo 48 ore ho fatto il primissimo rinfresco, passate altre 48 ore ho fatto il secondo rinf. Ma dal terzo rinf. ho notato che qualcosa non va, perché dopo solo 9 ore il mio lievito ha già raddoppiato il suo volume e ha un forte odore acetico.. per piacere aiutatemi voiiii.
Grazie Per la risposta
Ciao Stefano,
non ti preoccupare, è normale che il lievito sia molto instabile nelle prime settimane!
Questo può dipendere da moltissimi fattori come la temperatura, la farina e la flora batterica che ha raccolto!
Continua pure con i rinfreschi in modo regolare!
A presto!